Territorio

L'ambiente naturale

Il territorio del Tesino si estende per più di 200 km² tra la catena del Lagorai e la Valsugana. Le vette del Lagorai lo chiudono verso nord separandolo dalla Val di Fiemme, mentre la Valle del Vanoi verso est lo divide dal gruppo delle Pale di S. Martino e dal Primiero. Sempre verso oriente, le strette incisioni idrografiche del torrente Senaiga e del Val Porra segnano per lunghi tratti la linea di demarcazione con il Feltrino. Verso ovest il limite fisiografico può essere individuato nella Val Campelle e, più a sud, nel solco del torrente Chieppena.

A sud delle creste del Lagorai, e del solco vallivo del Vanoi, sorge l’imponente massiccio del Cima d’Asta, che con i suoi 2.850 m rappresenta il punto più alto del Tesino. Dai suoi contrafforti meridionali nasce il torrente Grigno che attraversa gran parte del territorio da nord a sud.

Il Tesino è situato in una posizione intermedia tra l'altopiano di Asiago e le Prealpi venete, e le Alpi interne. Lungo le valli create dai corsi d’acqua affluenti del Brenta, a prevalente orientamento nord-sud, le correnti di aria umida provenienti dall'Adriatico possono ancora risalire e garantire precipitazioni abbondanti un po’ tutto l’anno, oltre a una certa mitigazione degli estremi termici. Dal punto di vista fitoclimatico, quindi, il Tesino rientra in gran parte nella cosiddetta regione forestale mesalpica.

Il variare dell'altitudine, dell'esposizione e della pendenza di cime, versanti e fondovalle crea una accentuata diversificazione di condizioni microclimatiche che si riflette sulle caratteristiche locali della vegetazione forestale. Anche i suoli concorrono a comporre il mosaico delle condizioni ambientali. Nel complesso, essi sono dotati di una buona fertilità, in grado di garantire lo sviluppo di cenosi forestali evolute.

Boschi e pascoli sono l'elemento dominante del paesaggio del Tesino. La superficie forestale è pari a 13759 ettari e rappresenta più del 50% di quella territoriale. La maggior parte (6999 ha) ricade nel comune di Castello, seguito da quelli di Pieve (3893 ha), Cinte (2265 ha) e Bieno (602 ha). È importante sottolineare che sono direttamente le amministrazioni comunali a gestire, in quanto proprietarie, la maggior parte di questo patrimonio naturale che, insieme alle malghe e ai pascoli di alta quota, ha rappresentato nei secoli scorsi la maggior garanzia di sopravvivenza per le popolazioni locali.

Le foreste del Tesino sono composte in massima parte da tre tipiche conifere alpine: l'abete rosso o peccio (Picea abies), l’abete bianco (Abies alba) e il larice (Larix decidua). Nelle fustaie di conifere è anche presente un corteggio di altre latifoglie come l'acero di monte (Acer pseudoplatanus), l’acero riccio (Acer platanoides), il sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia), il salicone (Salix caprea), la betulla (Betula pendula) e l'ontano verde. La pratica dell’uso civico di legnatico ha molto limitato la diffusione e le dimensioni anche di queste specie. In Tesino esistono anche aree coperte da boschi di latifoglie che dominano il territorio al di sotto dei 1100 metri. Sono ancora prevalentemente governate a ceduo ma l'area dei popolamenti avviati alla conversione a fustaia è in costante aumento. La specie più diffusa alle quote maggiori e sui terreni migliori è il faggio, che in passato costituiva imponenti popolamenti di alto fusto la cui ricostituzione è uno degli obiettivi della gestione forestale. Al faggio si associano specie a temperamento più termofilo come il carpino nero (Ostrya carpinifolia), il pioppo tremolo (Populus tremula), l'orniello (Fraxinus ornus), la roverella (Quercus pubescens), il nocciolo (Corylus avellana) e altre.

Maggiori dettagli sulle caratteristiche del territorio e dei bochi del Tesino possono essere trovati nel volumetto "I boschi del Tesino: cultura della natura".